Articolo pubblicato su Bergamo News, 12 Giugno 2019, da Diego Defendini
Alla RSA Anni Sereni di Treviglio prende il via un progetto sperimentale legato all’inserimento di alcuni pazienti psichiatrici over 65 provenienti dai Centri Psico Sociali – legati all’ASST Bergamo Ovest all’interno della struttura di ricovero di via Caravaggio.
L’iniziativa, la prima in tutta la Provincia a presentare una sottoscrizione ufficiale tra le parti, punta ad inserire pazienti psichiatrici over 65 all’interno del nucleto RSA e ha una doppia funzione: da una parte permette di “liberare” posti nei CPS da destinare ad altri pazienti e dall’altra inserire questi soggetti ormai stabilizzati all’interno di una struttura in cui, oltre ad essere inseriti socialmente, verranno seguiti da un’equipe appositamente formata.
Con l’aumento dell’età, infatti, in alcuni pazienti psichiatrici i sintomi si affievoliscono, lasciando spazio a degenerazioni cognitive tipiche di molte persone che trovano conforto all’interno delle RSA. Da qui nasce l’idea di questo progetto sperimentale, che vedrà inseriti 2 o 3 pazienti provenienti dai Centri Psico Sociali di competenza dell’ASST Bergamo Ovest all’interno della Fondazioni Anni Sereni. Qui i soggetti coinvolti riceveranno tutte le cure necessarie come un qualsiasi ospite oltre che essere seguiti da il team “Salute Mentale” che ne valuterà costantemente le condizioni di stabilità.
“Il paziente tipo è una persona in carico al servizio psichiatrico – spiega Emiliano Monzani, direttore del Dipartimento di Salute mentale e Dipendenze dell’ospedale trevigliese – che è in una fase di remissione sintomatologica e in stabilizzazione della patologia psichiatrica; dovrà essere residente in uno dei tre comuni consorziati, essere inserito in una struttura psichiatrica residenziale afferente all’ASST Bergamo Ovest o vivere al proprio domicilio, seguito da un CPS o CD locale, e aver compiuto 65 anni. A noi toccherà il supporto e l’affiancamento del personale dell’RSA con le nostre figure, come ad esempio psichiatri, educatori e quant’altro, per rendere meno impattante l’accoglienza in struttura. Seguirà poi un periodo d’osservazione e di interazione programmata che, se si concluderà con una positiva valutazione da entrambe le parti, RSA e ASST, significherà l’inserimento definitivo del paziente. Dopo di che non abbandoneremo il paziente ma ci saranno degli accessi periodici e, in caso di urgenze, il nostro SPDC – Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura – garantirà la sua accoglienza temporanea”.
Grande soddisfazione anche da parte di Flavia Simonetta Pirola, direttore socio-sanitario dell’ASST Bergamo Ovest, che ha sottolineato: “È un progetto innovativo, anche se per ora solo sperimentale che si sviluppa nella logica della ‘deistituzionalizzazione psichiatrica’ .Ci è sembrato giusto raccogliere lo spunto arrivato dal Presidente di Anni Sereni, alle prese con l’inserimento del primo paziente”. Dello stesso avviso Augusto Baruffi, Presidente della Fondazione Anni Sereni, che ha affermato: ” Nella mia lunga esperienza maturata prima in qualità di Assessore ai Servizi sociali e successivamente quale Presidente della Fondazione Anni Sereni ho sempre rilevato il ‘vuoto assistenziale’ che si verifica per i pazienti psichiatrici ultrasessantacinquenni. Mi è sembrato opportuno promuovere il progetto sperimentale stante la collaborazione che esiste con l’ASST Bergamo Ovest da diversi anni”.
Infine una battuta anche da parte di Maria Giuseppina Frigeri, direttore UOC Accreditamento Vigilanza e Controllo Area Sociosanitaria e Sociale di ATS Bergamo: “ATS, all’interno del proprio ruolo di governo e di innovazione della rete dei servizi, ha colto con favore questa iniziativa proposta dalla RSA, in quanto ha visto in essa la possibilità di ampliare la tipologia dei servizi offerti alla cittadinanza, sostenendo puntuali risposte ai bisogni emergenti del territorio”.
Dopo un periodo sperimentale di sei mesi le parti in gioco – ASST Bergamo Ovest, Fondazione Anni Sereni e ATS Bergamo – si siederanno a un tavolo per valutare attentamente risultati, opportunità, sostenibilità e costi del progetto.
Fonte: Pazienti psichiatrici stabilizzati trasferiti nella casa di riposo: il progetto a Treviglio